Yeezy Turtle Dove – Le visioni di Luis Vanger

In questo periodo storico è difficile far finta di niente, di fronte al grande successo dello sneakergame.

Tutti, o quasi, si stanno rendendo conto dello “spessore” guadagnato da questa fetta di mercato, dai giornalisti alle aziende che si occupano di comunicazione, fino alle persone più esterne alla cosa, per non menzionare chiunque stesse aspettando questo momento da anni.

Abbiamo visto, poco tempo fa, le migliori fan art in occasione dell’ Air Max Day, a riprova anche del fatto che l’ ambito delle sneakers ben si sposa con la creazione di grafiche ben fatte, più o meno contestualizzate.

Ebbene, oggi andiamo a parlare, invece, di un ragazzo, un giovane artista grafico, che si diletta quotidianamente nella creazione di grafiche dalle tematiche più disparate, da Goku alla Gioconda, da Android a Versace, da Mickey Mouse a Donald Trump (a seguire il link del Profilo Instagram di Luis Vanger)

Recentemente, la nostra attenzione è inevitabilmente caduta su alcune produzioni molto interessanti: si parla dei lavori sulle Yeezy Turtle Dove, modello ormai noto alla maggior parte delle persone che non vivono sotto un sasso, nei fondali marini.

Vista la qualità (che caratterizza tutti i suoi lavori) e la tematica scelta per questi lavori, abbiamo deciso di fargli un paio di domande al riguardo, per approfondire la scelta della scarpa e della grafica ad essa collegata.

Luis ci spiega che la scelta della scarpa è venuta quasi da sè, avendone sentito parlare lui per primo; l’ unica “difficoltà” è stata la scelta della CW, che si è conclusa nelLa Turtle Dove, dove la texture fa da padrona.

Alla domanda sul perché abbia scelto quella forma astratta che gira intorno alla scarpa, la risposta un po’ ci spiazza: è venuta a caso, seguendo l’ indole del momento e le curve suggerite dalla visione della silhouette; l’ intento principale durante la creazione di quella struttura, aggiunge il giovane grafico, era quello di darsi un buon supporto dove montare proprio la texture della Yeezy Turtle Dove.

Passando al supporto, la convinzione che aleggiava era quella di un supporto 3D su cui montare poi le sue varie grafiche; chiaramente non ci saremmo potuti sbagliare più di così; veniamo, infatti, spiazzati dalla semplicità con cui ci comunica che, a discapito delle aspettative, lui non usa il 3D, bensì i pennelli di Photoshop per dare tridimensionalità alle sagome, tramite giochi di chiaro scuro, con una cura meticolosa per le ombre, i riflessi e, soprattutto, il modo in cui la texture va a posarsi ed adattarsi alle forme da lui scelte.

Non perdete tempo, date uno sguardo a queste spettacolari illustrazioni e fate una visita al profilo Instagram di Luis Vanger.